Ci sono momenti in cui mangiare diventa una lotta e la tavola si trasforma in un campo di battaglia: cucchiai che volano, bocche serrate, “NO!” urlati a pieni polmoni.
Se anche tu stai vivendo questa fase con il tuo bambino piccolo, sappi che non sei sola.
Anzi.. chi prima chi dopo, n tutte noi mamme ci siamo passate!
Per questo ho pensato di scrivere un articolo in cui esploreremo come affrontare i capricci a tavola con dolcezza, comprensione e qualche strategia davvero efficace.
Sei pronta a dire basta ai capricci a tavola nei bambini piccoli?
Allora, seguimi!
Cosa aspettarsi per fascia d’età
Intanto va detto che ogni età ha le sue caratteristiche legate sia al temperamento del bimbo che all’alimentazione.
Converrai con me che le necessità di un neonato sono molto diverse da quelle di un /a bimbo/a che va all’asilo ed è abituata a condividere pasti e merende con altri e con le maestre. Così come sono diverse le competenze di comunicazione
Quindi come prima cosa vediamo cosa aspettarsi analizzando le diverse fasce d’età.
Neonati (0–12 mesi)
In questa fase, il latte (materno o artificiale) è l’alimento principale.
Lo svezzamento inizia intorno ai 6 mesi, ma ogni bambino ha i suoi tempi. È normale che i primi approcci con i cibi solidi siano fatti di rifiuti, sputacchiamenti e curiosità alternata a rifiuto.
✅ Cosa osservare: interesse per il cibo, capacità di stare seduto, buona coordinazione mano-bocca.
💡 Come affrontare questa fase senza stress
- Non forzare mai: all’inizio il cibo è esplorazione, non nutrizione. Il latte resta l’alimento principale e il cucchiaino è un gioco nuovo da scoprire.
- Crea un momento sereno: niente distrazioni, niente pressioni. Anche pochi minuti, ma in un clima rilassato e pieno di attenzioni (senza schermi, senza fretta).
- Lascia che tocchi, assaggi, sporchi: è così che conosce il cibo. Un po’ di disordine è normale (e prezioso).
- Proponi ma non insistere: se rifiuta una nuova pappa, prova a riproporla dopo qualche giorno senza sottolineare troppo il rifiuto.
- Cambia prospettiva: non è un pasto andato male, è una scoperta iniziata.
👉 Il consiglio in più
Abbina al momento pappa una routine dolce: una filastrocca mentre prepari, un piccolo gesto (come sedersi insieme al pupazzo preferito), una canzoncina che accompagna l’assaggio, una fiaba per rendere il momento unico e condiviso.
La Filastrocca della Colazione è perfetta

Oppure la storia del Topolino Lino per la merenda

Crea una routine piacevole fatta di sapori, profumi e parole, capace di trasformare questo momento in un rito atteso e condiviso.
E ricorda: la ripetitività dà sicurezza e trasforma un pasto incerto in un rituale pieno d’affetto.
1–2 anni
È il momento delle scoperte… e dei primi “no!”.
I bambini sperimentano il controllo su ciò che mangiano. Il rifiuto del cucchiaio può essere una fase fisiologica.
✅ Cosa aspettarsi: improvvisi rifiuti di cibi prima amati, richiesta di autonomia, oscillazioni nell’appetito.
💡 Come affrontare i no a tavola con pazienza e fiducia
- Offri scelte guidate: “Vuoi la banana o la mela?” – dare opzioni ridotte aiuta il bambino a sentirsi parte attiva senza trasformare il pasto in un braccio di ferro.
- Rispetta l’appetito: ci saranno giorni in cui mangerà poco e giorni in cui mangerà molto. Fidati del suo istinto, se il bambino è in salute e cresce bene.
- Coinvolgilo con piccole mansioni: anche solo spostare una tazza o scegliere il piatto del giorno lo fa sentire protagonista. Quando può “fare da solo”, anche mangiare diventa più piacevole.
- Mantieni una routine: pasti agli stessi orari, nello stesso ambiente, con piccoli riti di apertura (una canzoncina, una filastrocca della pappa, una fiaba) danno sicurezza e riducono l’ansia.
- Evita di etichettare: dire “è un capriccio” o “non mangia mai niente” può rafforzare proprio quei comportamenti. Meglio descrivere: “Oggi non ti va, può succedere.”
👉Il consiglio in più
Prova con il gioco del “mangia anche Otto”: prendi un pupazzetto o un personaggio delle vostre storie preferite e fagli “assaggiare” la pappa. I bambini in questa fase imitano molto: vedere il proprio amico peluche che mangia può smuovere anche i più testardi.
Altri trucchi e storie nuove ogni direttamente nella tua mail?
iscriviti qui
2–3 anni
Inizia il “picky eating”: vogliono sempre le stesse cose, dicono no a nuove consistenze o colori. I capricci possono aumentare, ma anche l’interesse nel partecipare.
✅ Cosa può aiutare: coinvolgimento nella preparazione, piccole scelte, routine coerenti.
💡 Come gestire capricci e rifiuti a tavola (senza battaglie)
- Normalizza i “gusti che cambiano”
“Ah, oggi la pasta non ti piace più? Va bene, la prossima volta proviamo di nuovo.”
I bambini imparano anche così: con piccole esperienze ripetute, senza pressioni. - Porzioni piccole e zero aspettative
Servi micro-porzioni (davvero: 2–3 cucchiai al massimo). Se vuole, ne chiederà ancora. Questo abbassa l’ansia da prestazione (tua e sua) e fa sembrare il cibo più “accessibile”. - Dai voce al cibo!
“Guarda che la carota dice: mangiami prima io!”
I bambini di 2–3 anni sono nel pieno del pensiero simbolico. Trasformare il pasto in un mini-racconto attiva la loro curiosità e smorza il rifiuto. - Evita premi e ricatti
Frasi tipo “se mangi tutto, ti do il dolcetto” sembrano funzionare… ma nel tempo rendono il cibo un campo di contrattazione. Meglio puntare su un’atmosfera serena e gesti coerenti. - Mantieni il clima emotivo leggero
Se mangia poco, o se rifiuta, non farne un dramma. Il pasto deve rimanere un momento piacevole: niente commenti negativi, niente occhi puntati su di lui.
👉 Il consiglio in più
Coinvolgilo prima del pasto: preparate insieme la tavola, scegliete il tovagliolo, cantate la filastrocca della pappa. Quando il momento è anticipato da rituali familiari, è più facile per il bambino accettarlo con meno resistenza. E durante la pappa leggigli/le una fiaba: la sua preferita o una che trovi sul sito.
Anche in Inglese, in cui il suono della nuova lingua possa incuriosirlo e divertirlo.
Ad esempio, la storia di “Lillo the caterpillar that tickles the grass” è perfetta per creare un momento di allegria e risate

3–5 anni
A quest’età, i bambini iniziano a parlare molto meglio… e anche a negoziare. A tavola possono usare il linguaggio per procrastinare, attirare attenzione o esprimere un disagio. È anche il periodo in cui sviluppano gusti più definiti e iniziano a partecipare (e commentare!) il menù familiare. E, sopratutto, cominciano a comprendere meglio le regole e ad accettare nuove abitudini, se proposte in modo giocoso e positivo.
✅ Cosa aspettarsi: commenti come “questo fa schifo!”, lentezza esasperante, richieste di cibi “monotematici” (sempre pasta, solo bianco…), opposizione selettiva, imitazione dei modelli adulti o dei fratelli.
✅ Parole chiave: routine, coinvolgimento, rituali familiari.
💡 Come gestire con serenità questa fase
Dai un nome ai sapori
“Questo è dolce come la frutta. Questo è un po’ amaro, come l’insalata della nonna.”
Nominare sapori ed esperienze aiuta i bambini a capire e comunicare cosa non gli piace davvero, senza trasformare il rifiuto in opposizione automatica.
Trasforma il pasto in un gioco relazionale
Usa la fantasia: “Chi arriva per primo al fondo del piatto?” oppure “Quanti colori ci sono oggi nel piatto?”
Non è un trucco: è un modo per riportare il focus sul momento condiviso, non sul cibo in sé.
Coinvolgili nelle scelte (ma con opzioni guidate)
Invece di chiedere: “Cosa vuoi mangiare?”, prova con:
“Preferisci il riso o la pasta oggi?”
Offrire scelte chiuse evita conflitti e aiuta il bambino a sentire che ha voce in capitolo, senza decidere tutto.
Evita di etichettare
Mai dire: “Sei un capriccioso” o “Non mangi mai niente!” — i bambini interiorizzano facilmente.
Sostituisci con: “Forse oggi hai meno fame, succede”, oppure “Ti aiuto io con il primo boccone”.
👉 Il consiglio in più
Usa le storie e le filastrocche per accompagnare il pasto
A quest’età, le parole contano. Una filastrocca della pappa o una piccola storia di Otto letta prima di sedersi a tavola può creare un ponte tra il gioco e il momento della pappa.
Le Avventure di Otto, il bianco cagnolino della Fiaberia, si prestano benissimo a questo scopo: se ti va scopri qui “Otto scopre le stagioni” il primo episodio

Capricci a tavola nei bambini: Strategie zero lotta a tavola
Nessuno vince se si entra in conflitto. La chiave è trasformare il pasto in un momento condiviso e sereno.
🎯 Ecco un breve recap delle 5 strategie più efficaci:
- Offri una scelta guidata: invece di chiedere “Vuoi la pasta?”, prova “Preferisci la pasta con il formaggio o quella con le verdure?”
- Porzioni piccole, niente pressione: meglio poco cibo nel piatto che creare ansia. Se ha fame, chiederà ancora.
- Coinvolgilo nella preparazione: anche solo lavare le verdure o mescolare qualcosa fa sentire i bambini partecipi e orgogliosi.
- Tempi chiari ma flessibili: niente pranzi infiniti. Dopo 20–30 minuti, si sparecchia.
- Evita ricatti e premi: frasi come “Se non mangi non guardi i cartoni” creano associazioni negative. Meglio: “Quando abbiamo finito di mangiare, possiamo leggere la storia di Otto.”
Ma non solo…
Esistono anche altri piccoli trucchi che ti possono davvero aiutare a gestire i capricci a tavola nei bambini …
Curiosa?
Seguimi nel prossimo paragrafo!
Ma prima…
Vuoi ricevere trucchi, idee e nuove fiabe gratis direttamente nella tua mail?
Iscriviti qui!
Giochi-ponte sensoriali: quando il gioco apre la fame
I bambini conoscono il mondo attraverso i sensi. E questo vale anche per il cibo. Giocare con colori, consistenze e forme li aiuta ad avvicinarsi ai nuovi alimenti con meno resistenza.
Idee pratiche da provare:
- Assaggia a colori: un giorno tutti i cibi rossi, un altro quelli verdi…
- La tavolozza dei sapori: crea un piatto con 4–5 assaggi in mini porzioni e invitalo a descrivere con gesti o parole cosa sente.
- Costruisci con il cibo: fai faccine con i piselli, castelli di riso, animali con le carote…
Tatto libero (prima del pasto): prepara un vassoio con semolino, farina o pasta cruda da manipolare: rilassa e stimola la curiosità.
E poi…
Frasi utili che calmano per contenere i capricci a tavola nei bambini piccoli
A volte è solo una questione di parole.
Ecco alcune frasi da tenere pronte nei momenti “difficili”.
📌 Frasario salva-pappa:
- “Non devi mangiare tutto, assaggiare è abbastanza.”
- “Ogni pancia ha il suo ritmo, oggi forse è piena.”
- “Questa carota sembra un razzo! Dove vuoi farla volare?”
- “Mangiamo piano piano… come fa Otto!”
- “Ti va di aiutarmi a scegliere il cucchiaino per oggi?”
Le parole creano l’ambiente emotivo del pasto.
Con un tono calmo, rassicurante e un po’ giocoso si ottengono risultati migliori di qualsiasi insistenza.
E per completare la magia del momento…
La pappa con Otto e i suoi amici: storie e filastrocche per ritrovare il sorriso
Nella collana “Le avventure di Otto” trovi racconti pensati proprio per accompagnare i momenti quotidiani come la pappa, la nanna, l’igiene.
Prova a leggere insieme “Otto scopre le stagioni” e abbina la filastrocca della pappa per creare un rituale rassicurante e divertente.
👉 Scopri subito la filastrocca della pappa qui

👉 Fai un passo in più e dai un’occhiata alle avventure di Otto

Ricorda: mangiare insieme non deve essere perfetto. Deve essere sereno.
Un pasto può essere una carezza, una parola dolce, una scoperta condivisa, ogni cucchiaio rifiutato è un’opportunità per imparare a comunicare meglio.
E quando c’è ascolto… la pappa arriva da sé.




