Un pomeriggio di Uffa che noia

COPERTINA DEL LIBRO UN POMERIGGIO DI UFFA CHE NOIA DI CRISTINA PETIT E MICHELA GASTALDI
COPERTINA DEL LIBRO UN POMERIGGIO DI UFFA CHE NOIA DI CRISTINA PETIT E MICHELA GASTALDI

UN POMERIGGIO DI UFFA CHE NOIA

AUTRICE: Cristina Petit
ILLUSTRATRICE Michela Gastaldi
CASA EDITRICE: Pulce Edizioni
TA’ CONSIGLIATA: 3-6 anni
TEMI: Noia, amicizia, scoperta, tempo lento

LA STORIA

“Uffa che noia, che salamoia!”

C’è una bambina normale, in un pomeriggio di niente. Non sa cosa fare. Ha provato tutto: giochi, giocattoli, disegni. Niente. La noia è lì, appiccicosa come la salamoia. Meglio uscire.

Nel bosco, anche un orso sta vivendo il suo pomeriggio di “uffa che noia”. Ha preparato i biscotti, ma poi? Decide di fare una passeggiata.

L’incontro è casuale come solo gli incontri veri sanno essere. Lei ha un libro di fiabe sotto il braccio, lui profuma di biscotti appena sfornati. “Vieni a casa mia?” L’invito è così semplice, così naturale.

Seduti al tavolo, tra tè fumante e biscotti croccanti, iniziano a parlare. Si raccontano. Cosa ti piace? Cosa ami fare? E scoprono, con quella meraviglia che solo le scoperte autentiche portano, di amare le stesse cose: guardare le stelle, ascoltare storie, i pomeriggi tranquilli, il silenzio pieno di parole sussurrate.

“È alla sera quando guardo il cielo, che ripenso a tutte le parole che abbiamo detto.”

Il pomeriggio di “uffa che noia” si è trasformato in un pomeriggio pieno. Pieno di parole, scoperte, sguardi complici. E il prossimo appuntamento è già fissato: la cameretta della bambina. Lei ha già preparato i biscotti, perché sa che anche per l’orso la noia arriva presto. Ma ora non è più noia: è una scusa per ritrovarsi.

UN POMERIGGIO DI UFFA CHE NOIA  - immagine del libro in cui la bimba sdraiata sul letto nella sua cameretta si annoia

PERCHÉ mi HA CONQUISTATa

Occhio mamma/papà:

Questo libro fa qualcosa di controcorrente: celebra la noia. In un’epoca in cui i bambini hanno agende più piene delle nostre, “Un pomeriggio di Uffa che Noia” sussurra una verità scomoda ma necessaria: annoiarsi è un privilegio. È nei momenti di tempo lento che nasce la creatività, l’immaginazione, la possibilità di incontri inaspettati.

La storia non giudica, non predica. Racconta. E nel raccontare mostra come un pomeriggio vuoto possa trasformarsi in un pomeriggio pieno, non riempiendolo di attività ma lasciandogli spazio per respirare. L’amicizia tra l’orso e la bambina nasce proprio da questo spazio vuoto.

Occhio bimbo:

Il testo è un botta e risposta tra orso e bambina, un dialogo che scorre naturale come una vera conversazione. I bambini riconoscono immediatamente quella sensazione di “non so cosa fare” e vedono, con sollievo, che anche un orso grande e peloso si annoia. La noia diventa condivisibile, normale, perfino desiderabile se porta a incontri così belli.

UN POMERIGGIO DI UFFA CHE NOIA DIVENTA UN MOMENTO IN CUI ORSO E LA BAMBINA CHIACCHERANO PIACEVOLMENTE BEVENDO TE E MANGIANO BISCOTTI A CASA DELL'ORSO

LE ILLUSTRAZIONI

Michela Gastaldi, l’illustratrice, fa una scelta coraggiosa: sottrae invece di aggiungere. I due protagonisti risaltano su sfondi bianchi o neri. Nient’altro. Nessuna distrazione, nessun dettaglio superfluo. Solo loro, le loro espressioni, i loro gesti. e la poesia di una storia coinvolgente che si srotola come un film davanti agli occhi di un bambino.

Questa essenzialità mette in primo piano ciò che conta davvero: la relazione. Chi legge e chi gurda è invitato a concentrarsi sui volti, sulle posture, sul linguaggio del corpo che racconta quanto le parole scritte. Il bianco e il nero creano un contrasto forte, quasi teatrale, come se ogni pagina fosse una scena illuminata da un riflettore.

UN POMERIGGIO DI UFFA CHE NOIA: ORSO SCAVA E RENDE LA SUA CASA ADATTA A RICEVERE LA BAMBINA

QUANDO LEGGERLO

  • Pomeriggi domenicali quando piove e i bambini si lamentano che “non c’è niente da fare”
  • Prima della nanna, come promemoria gentile che il tempo lento ha un valore
  • Dopo una giornata piena di attività, per rallentare insieme
  • Quando il bambino si lamenta della noia, per sdrammatizzare e trasformarla in opportunità
COPERTINA DEL LIBRO UN POMERIGGIO DI UFFA CHE NOIA DI CRISTINA PETIT E MICHELA GASTALDI

ETÀ E SVILUPPO

3-4 anni: Comprendono perfettamente la sensazione di noia e si identificano con i protagonisti. Il dialogo semplice è perfetto per questa età.

5-6 anni: Iniziano a cogliere il messaggio più profondo sull’amicizia che nasce dall’ascolto reciproco e sulla scoperta di avere gusti in comune.

Durata lettura: 10 minuti

IL MIO GIUDIZIO

⭐⭐⭐⭐⭐ Un libro necessario, controcorrente, delicato.

Celebra la noia come dono e l’amicizia come scoperta. Le illustrazioni essenziali lasciano spazio all’immaginazione.

Perfetto per famiglie che vogliono rallentare e per bambini sempre “occupati” che hanno bisogno di riscoprire il valore del tempo vuoto.

La noia non è un nemico da combattere: è una strada piena di incroci che possono portare in posti nuovi. Basta avere il coraggio di uscire.

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COPERTINA DEL LIBRO UN POMERIGGIO DI UFFA CHE NOIA DI CRISTINA PETIT E MICHELA GASTALDI

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