Il filo rosso

copertina del libro il filo rosso
copertina del libro il filo rosso

IL FILO ROSSO

AUTRICE: Anne-Gaëlle Balpe
ILLUSTRATRICE Éve Tharlet
CASA EDITRICE: Arka Editore
ETA’ CONSIGLIATA: 3-6 anni
TEMI: Generosità, condivisione, gentilezza, valore delle piccole cose

LA STORIA

È una giornata ventosa. Felicino decide di fare una passeggiata portando con sé qualcosa di prezioso: un minuscolo filo di lana rosso, staccato tempo prima dalla testa di una bambola. Lo aveva raccolto e conservato gelosamente.

Una folata di vento improvvisa glielo porta via. Il filo danza nell’aria, leggero come un sospiro, e si posa delicatamente su un nido tra i rami. La mamma uccello lo guarda, poi guarda Felicino: “Grazie! È soffice e caldo, perfetto per completare la casa dei miei piccoli.”

Felicino sorride. Il suo filo ha trovato uno scopo. In segno di gratitudine, l’uccello gli regala due piume morbide.

Con il cuore leggero, Felicino prosegue il cammino. Giunge presso un lago dove trova una formica in difficoltà. Deve attraversare per raggiungere casa, ma l’acqua è troppa e lei è così piccola. Felicino non ci pensa due volte: con le due piume crea una piccola imbarcazione. La formica sale, attraversa, arriva sana e salva dall’altra parte.

“Grazie!” dice con voce sottile, e gli dona tre chicchi di grano dorati. Felicino è felice: anche le piume hanno trovato il loro scopo.

Più avanti, riposandosi all’ombra di un maestoso albero, un riccio si avvicina timido. Ha fame, i suoi piccoli hanno fame. Quegli tre chicchi di grano potrebbero sfamarli. Felicino non esita nemmeno un istante: li offre con gioia. Saranno utili, nutriranno dei piccoli. Cos’altro conta?

Ma la storia non finisce qui. C’è un finale che scalda il cuore, una sorpresa che chiude il cerchio della gentilezza. Non ve lo anticipiamo: merita di essere scoperto pagina dopo pagina, con lo stesso sorriso che accompagna Felicino per tutto il viaggio.

Un filo minuscolo diventa nido. Due piume diventano barca. Tre chicchi diventano nutrimento. E alla fine, tutto ritorna.

il filo rosso - immagine di un bambino vestito di rosso con una sciarpa arighe che passeggia in una campagna delicata

PERCHÉ mi HA CONQUISTATa

Occhio mamma/papà:

“Il Filo Rosso” è uno di quei libri che insegnano senza mai alzare il dito. Non c’è una morale scritta a caratteri cubitali, non c’è un “bisogna essere generosi” detto ad alta voce. C’è qualcosa di più sottile e potente.

Questa storia parla di due verità che si intrecciano: la generosità, certo, ma soprattutto la magia nascosta nelle cose apparentemente inutili.

Un filo di lana staccato da una bambola. Cosa ce ne facciamo? Lo buttiamo, probabilmente. Felicino lo conserva. E quel filo — minuscolo, insignificante, inutile per lui — diventa essenziale per qualcun altro. Completa un nido. Salva delle uova dal freddo. Trasforma una casa in un rifugio sicuro.

Due piume. Che ce ne facciamo? Niente. Per Felicino non hanno scopo. Ma per una formica che deve attraversare un lago sono una barca, sono la salvezza, sono la differenza tra riuscire e non farcela.

Tre chicchi di grano. Per noi? Briciole. Per un riccio affamato con i suoi piccoli? Un pasto che sfama, che toglie la fame, che dona speranza.

Questa è la vera magia del libro: ci insegna che nulla è davvero inutile. Ogni cosa ha valore, solo che forse non lo ha per noi, in questo momento, in questo contesto. Ma ce l’ha per qualcun altro. E quando capiamo questo, quando impariamo a guardare le cose non solo attraverso i nostri occhi ma attraverso i bisogni degli altri, allora scopriamo che siamo circondati da tesori.

Sì, c’è generosità in Felicino. Ma c’è anche uno sguardo diverso sul mondo: uno sguardo che non scarta, non butta, non dice “questo non serve”. Uno sguardo che conserva, che osserva, che si chiede “a chi potrebbe servire questo?”.

È una lettura profonda, diversa dai soliti libri sulla gentilezza. Non parla solo di dare, ma di riconoscere il valore nascosto in ciò che abbiamo. E quando arriviamo al finale, capiamo che donare ciò che per noi è inutile ma per altri è prezioso non ci rende più poveri: ci arricchisce sempre, in modi inaspettati.

Occhio bimbo:

I bambini amano Felicino. È dolce, calmo, mai arrabbiato quando perde il suo filo prezioso. Anzi, è felice di vederlo utile per qualcun altro. Questa serenità nel dare è rassicurante: gli insegna che condividere non è una perdita, ma un guadagno di gioia.

Ogni incontro è una piccola avventura: l’uccello sul nido, la formica che deve attraversare il lago, il riccio affamato. I bambini seguono il viaggio passo dopo passo, curiosi di scoprire chi incontrerà Felicino e come userà i doni ricevuti. La struttura a catena — do qualcosa, ricevo qualcos’altro, lo dono di nuovo — è semplice da seguire e crea un ritmo piacevole.

E imparano una cosa importantissima: che ciò che a noi non serve può essere un tesoro per qualcun altro. Basta guardare con occhi nuovi.

LE ILLUSTRAZIONI

Éve Tharlet dipinge con delicatezza e sfumature pastello che sembrano acquerelli sfumati dal vento. I colori sono tenui — verde chiaro, azzurro pallido, marroni caldi, il rosso vivo del filo che spicca come un filo conduttore (letteralmente!) in ogni pagina.

Felicino è esattamente come ce lo immaginiamo: dolce, con occhi gentili, sempre sorridente. Le sue espressioni raccontano la gioia pura del donare. Non c’è esitazione nei suoi gesti, non c’è calcolo. Solo spontaneità e cuore aperto.

Ogni animale che incontra è disegnato con cura: la mamma uccello concentrata sul suo nido, la formica minuscola ma determinata, il riccio timido ma bisognoso. Le illustrazioni non sono solo belle da guardare: amplificano il messaggio di generosità e connessione tra creature diverse.

Il paesaggio cambia ad ogni scena — dal nido tra i rami al lago tranquillo, dall’albero maestoso al ritorno a casa — creando un senso di viaggio reale, di cammino percorso non solo nello spazio ma anche nel cuore.

QUANDO LEGGERLO

  • Quando si vuole parlare di generosità senza essere pesanti o didascalici
  • Per insegnare il valore delle piccole cose e che nulla è davvero inutile
  • Prima della nanna, come promemoria gentile che dare rende felici
  • Dopo un litigio tra fratelli per ricordare la gioia della condivisione
  • Quando il bambino non vuole prestare i suoi giocattoli, per mostrare con dolcezza il valore del donare
  • Come lettura primaverile, accompagnata magari da una passeggiata nel bosco per osservare nidi e piccole creature
copertina del libro il filo rosso

ETÀ E SVILUPPO

3-4 anni: Comprendono la sequenza degli incontri e si divertono a seguire il viaggio di Felicino. Iniziano a capire che donare può rendere felici gli altri.

5-6 anni: Colgono il messaggio più profondo sulla catena della gentilezza e sul fatto che ciò che diamo ritorna sempre in forme diverse. Possono discutere di situazioni in cui anche loro hanno donato qualcosa o hanno scoperto che qualcosa di “inutile” per loro era prezioso per altri.

Durata lettura: da 10 minuti

Punto di forza: La struttura a catena (do-ricevo-dono) è facile da seguire e crea un ritmo narrativo che piace ai bambini. Il finale a sorpresa lascia un sorriso.

IL MIO GIUDIZIO

⭐⭐⭐⭐⭐ Una storia che sa di bontà, altruismo e gioia pura. Anne-Gaëlle Balpe racconta la generosità con semplicità disarmante, senza mai essere banale o predicatoria. Ma soprattutto, regala una lettura originale e profonda: il valore nascosto nelle cose apparentemente inutili. Le illustrazioni pastello di Éve Tharlet avvolgono la storia in un’atmosfera di dolcezza. Perfetto per insegnare ai bambini che anche le cose più piccole hanno valore e che donare ci rende sempre più ricchi, non più poveri. Un libro che scalda il cuore e che merita di essere riletto ogni volta che abbiamo bisogno di ricordare la bellezza dei piccoli gesti e la magia delle cose semplici.

Un filo minuscolo può cambiare il mondo. Basta saperlo donare.

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