
OH NO, GEORGE!
AUTRICE: Chris Haughton
CASA EDITRICE: Lapis Edizioni
ETA’ CONSIGLIATA: 2,5-6 anni
TEMI: Autocontrollo, tentazioni, crescita, gestione degli impulsi, pazienza
LA STORIA
Harry esce di casa e prima di chiudere la porta si volta verso George, il suo cane.
“Sarai bravo, George?”
George annuisce convinto. Certo che sarà bravo! Vuole davvero esserlo.
Ma appena la porta si chiude, le tentazioni iniziano a fare capolino. Una dopo l’altra. Irresistibili.
Sul tavolo c’è una torta enorme, morbida, profumata. George la guarda. “Sarò bravo,” si ripete. Ma quella torta… è proprio lì. E prima ancora di rendersene conto: “OH NO, GEORGE!”
Poi c’è il gatto. Il gatto che cammina tranquillo per casa con quella sua aria da “io non ti calcolo nemmeno”. Come si fa a resistere? Un attimo e George lo insegue per tutta la casa rovesciando sedie, cuscini, soprammobili. “OH NO, GEORGE!”
E il vaso di fiori? Quella terra così soffice, così perfetta per scavare? Le zampe si muovono da sole, la terra vola dappertutto. “OH NO, GEORGE!”
Quando Harry torna a casa, il disastro è completo. George è lì, seduto in mezzo al caos, con l’aria più colpevole del mondo. È dispiaciuto. Davvero dispiaciuto.
Harry non si arrabbia. Lo guarda con dolcezza e gli dice: “Vieni, usciamo insieme.”
Fuori, al parco, George corre libero. Poi Harry si ferma a comprare il giornale e lo lascia fuori dal negozio.
“Sarai bravo, George?”
George annuisce. Stavolta sì. Ha imparato la lezione.
Ma proprio lì, accanto a lui, c’è un bidone della spazzatura che profuma di cose interessanti…
Cosa farà George? Toccherà a te deciderlo.

PERCHÉ mi HA CONQUISTATa
Occhio mamma/papà:
“Oh no, George!” parla di una cosa che viviamo ogni giorno con i nostri bambini: la fatica immensa di controllarsi.
Quando diciamo “non toccare”, “aspetta”, “lascia stare”, spesso pensiamo che sia semplice. Ma non lo è. Per niente.
Questa è la prima grande verità del libro: altruisti, pazienti, capaci di autocontrollo non si nasce. Lo si diventa. Ed è una gran fatica.
George vuole essere bravo. Non è cattivo, non è disobbediente per scelta. È semplicemente un piccolo che deve ancora imparare lo strumento del contenimento. E come tutti i bambini, apprende più dalla risposta emotiva di chi gli sta intorno che dal precetto.
Non posso mangiare tutta la torta perché altrimenti il mio amico non ne avrà. Non posso rompere un oggetto perché altrimenti la mamma sarà triste. Non posso usare tutti i pennarelli perché altrimenti il fratellino piangerà.
Piano piano si introietta una condotta più altruista. Ma ci vuole tempo. E soprattutto ci vuole che l’adulto riconosca la difficoltà del percorso.
Harry non urla. Non punisce. Guarda George con comprensione. Sa che il suo cane (come ogni bambino) non è inadeguato: è semplicemente uno che deve ancora far suo lo strumento.
E qui c’è la seconda grande verità, ancora più profonda: crescere significa imparare che la propria libertà finisce dove inizia quella altrui. Ma per arrivarci serve esercizio, serve tempo, servono errori. Tanti errori.
Il finale aperto è geniale proprio per questo. Non c’è una morale. Non c’è un “e vissero felici e controllati per sempre”. C’è solo una domanda: “Cosa farà George?”
Haughton non si erge a precettore. Si pone come osservatore. Offre al bambino un racconto che lo diverte e lo rappresenta, sullo stesso piano. E chiede al piccolo lettore di mettersi nei panni di George, di fare una previsione, di riflettere sui propri comportamenti senza giudizio.
Non è affatto scontato cosa penserà il singolo bambino. E questo apre uno spazio bellissimo per parlare insieme, senza prediche, delle difficoltà che anche lui vive ogni giorno.
Occhio bimbo:
I bambini riconoscono George immediatamente. È loro. È quella parte di loro che vorrebbe tanto essere brava ma non sempre ci riesce.
Ogni “OH NO, GEORGE!” è una liberazione: qualcuno ha capito! Qualcuno sa che è difficile! E soprattutto: non sei cattivo se sbagli, sei normale.
Il fatto che Harry non si arrabbi è rassicurante. Mostra che si può sbagliare e ricevere comunque comprensione. Che l’amore non se ne va quando non riesci a controllarti.
E il finale? Il finale è il momento più bello: il bambino può decidere lui. Può dire “secondo me George stavolta resiste” oppure “secondo me George ricasca”. E qualunque cosa dica, va bene. Perché sta riflettendo, sta pensando, sta imparando.

LE ILLUSTRAZIONI
Chris Haughton ha uno stile inconfondibile: colori shocking, audaci, che si accostano con coraggio. Arancioni intensi con rossi, viola carichi con azzurri. George stesso è di un rosso/viola/fucsia che colpisce subito.
Ma invece di essere fastidiose o caotiche, queste illustrazioni risultano eleganti, originali, vivaci nel modo giusto. I contrasti forti su sfondi spesso bianchi creano tavole dal carattere deciso, quasi retrò, che i bambini adorano.
Le figure sono essenziali e nette. George ha mille espressioni buffe: l’aria convinta quando dice “sarò bravo”, lo sguardo tentato davanti alla torta, la faccia colpevole dopo il disastro. Ogni emozione è immediata, leggibile, divertente.
Il testo è minimo, le immagini parlano da sole. Questo rende il libro perfetto anche per i più piccoli (già dai 2 anni e mezzo) e per la lettura ad alta voce: i bambini possono seguire la storia attraverso le espressioni di George, anticipare cosa succederà, ridere delle sue marachelle.
QUANDO LEGGERLO
- Quando il bambino fatica a controllarsi e ha bisogno di sentirsi capito, non giudicato
- Dopo un momento di “disastro” per sdrammatizzare e parlare insieme di cosa è successo
- Prima della nanna, come storia rassicurante che dice “va bene sbagliare, si impara”
- Per parlare di autocontrollo senza essere didascalici o moralistici
- Lettura ad alta voce in gruppo (asilo, scuola) per discutere insieme cosa farà George alla fine
- Quando serve una risata perché le espressioni di George sono davvero esilaranti

ETÀ E SVILUPPO
2,5-3 anni: Si divertono un mondo con le marachelle di George. Riconoscono le emozioni dalle espressioni buffe. Iniziano a capire che certe cose “non si fanno” ma ancora faticano a controllarsi (proprio come George!).
4-5 anni: Colgono il messaggio più profondo. Possono discutere del finale aperto: “Secondo te George resisterà stavolta?” Iniziano a riflettere sui propri comportamenti senza sentirsi giudicati.
6 anni: Capiscono perfettamente la difficoltà dell’autocontrollo e possono parlare di situazioni in cui anche loro hanno ceduto alle tentazioni. Il finale aperto stimola ragionamenti più articolati.
Durata lettura: 5-7 minuti
Punto di forza: Il finale aperto invita alla riflessione attiva. Non è un libro che si chiude e basta: apre conversazioni importanti.
IL MIO GIUDIZIO
⭐⭐⭐⭐⭐ ⭐⭐⭐⭐⭐ Un piccolo capolavoro che parla ai bambini con bonaria comprensione. Chris Haughton non fa la predica: racconta. E nel raccontare regala una verità profonda che ogni genitore dovrebbe tenere a mente: altruisti non si nasce, lo si diventa. Ed è una gran fatica. Le illustrazioni audaci e originali conquistano al primo sguardo. Il finale aperto è geniale: invita il bambino a riflettere sui comportamenti di George e, di riflesso, sui propri. Perfetto per parlare di autocontrollo senza giudizio, con leggerezza e tanta, tanta empatia. Un libro che fa ridere, pensare e sentirsi capiti. Vincitore del Premio Andersen 2013 (con “Oh-Oh!” dello stesso autore), conferma il talento di Haughton nel guardare l’infanzia con occhi ilari e compassionevoli.
George non è cattivo. È semplicemente piccolo. E questo fa tutta la differenza del mondo.
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