
ALICE E IL BELLO DELLA PIOGGIA
AUTORE E ILLUSTRATORE: Cinta Villalobos
CASA EDITRICE: Pulce Edizioni
ETA’ CONSIGLIATA: 3-7 anni
TEMI: Pioggia, natura, sensorialità, apertura all’esperienza, meraviglia, giorni grigi
LA STORIA
Nei giorni più grigi, quando il cielo si fa scuro e la pioggia inizia a cadere, Alice esce con il suo orso Bubo.
Bubo porta l’ombrello. È cauto, preferisce stare al riparo. Ma Alice no. Alice ama l’acqua.
Questo non è un libro con una trama classica, con un inizio, uno sviluppo e una fine. È qualcosa di diverso, di più poetico. È una lettera d’amore alla pioggia, raccontata attraverso gli occhi di Alice.
Alice ci mostra tutti i tipi di pioggia che conosce. C’è la micropioggia, quella leggera che sembra una nebbia danzante. C’è la doccia forte che scroscia e fa rumore. C’è quella che balla sul marciapiede creando disegni di gocce.
Ogni tipo di pioggia ha la sua magia, i suoi colori, i suoi profumi.
Alice ci fa sentire il piacere di camminare sotto la pioggia, di fare schizzi con le pozzanghere, di sentire l’acqua sulla pelle, sui capelli, sulle mani. Ci mostra i colori che la pioggia regala al cielo, ci fa respirare l’odore dell’aria bagnata.
E intanto, mentre Alice scopre tutte queste meraviglie, vediamo gli altri passanti che corrono a ripararsi, che aprono ombrelli, che cercano di non bagnarsi.
Ma Alice sa una cosa che loro hanno dimenticato: i giorni grigi non sono tristi. Sono pieni di meraviglie nascoste che solo chi si bagna davvero può vedere.
E quando la pioggia finisce, quando il cielo si schiarisce, Alice sorride. Perché sa che tornerà. E lei sarà lì, pronta ad accoglierla di nuovo.

PERCHÉ mi HA CONQUISTATa
Occhio DI mammE E papà:
“Alice e il bello della pioggia” celebra ciò che normalmente cerchiamo di evitare: è un libro corraggioso.
La pioggia, per noi adulti, è spesso un fastidio. Ci costringe a prendere l’ombrello, a cambiare programmi, a correre da un riparo all’altro. Cerchiamo di non bagnarci, di proteggere i bambini dall’acqua, di tornare a casa il prima possibile.
Ma questo libro ci ricorda una verità che i bambini sanno istintivamente: la pioggia è meravigliosa.
Questa è la prima grande verità del libro: a volte la protezione ci impedisce di sentire davvero.
Bubo porta sempre l’ombrello. È cauto, prudente, preferisce stare al riparo. E in questo Bubo siamo spesso noi adulti: proteggiamo, ripariamo, mettiamo barriere tra noi e l’esperienza diretta.
Ma Alice no. Alice si bagna. Sente l’acqua sulla pelle. Respira i profumi che la pioggia porta. Vede i colori che si trasformano. Scopre le magie che solo chi si apre completamente all’esperienza può cogliere.
E qui c’è la seconda verità, ancora più profonda: per vivere appieno serve accettare di bagnarsi.
Non è solo una questione di pioggia. È una questione di vita. Quante volte teniamo l’ombrello aperto metaforicamente? Quante volte proteggiamo i nostri bambini (e noi stessi) da esperienze che potrebbero essere scomode ma meravigliose?
Giocare nella pozzanghera significa sporcarsi. Camminare sotto la pioggia significa bagnarsi. Aprirsi all’esperienza significa a volte essere vulnerabili, scomodi, fuori dalla nostra zona di comfort.
Ma è proprio lì, in quella vulnerabilità, che si nasconde la magia.
Alice ci insegna che i giorni grigi non sono giorni da sopportare in attesa del sole. Sono giorni pieni di meraviglie diverse, di sensazioni uniche, di colori che solo la pioggia sa regalare.
La terza cosa che mi ha conquistato è la struttura non narrativa del libro.
Non c’è un problema da risolvere, non c’è una morale finale. C’è solo un invito: chiudi l’ombrello e senti.
Senti l’odore della terra bagnata. Senti le gocce sulla pelle. Guarda i colori del cielo che cambiano. Ascolta il suono della pioggia sul marciapiede.
È un libro sensoriale, che parla direttamente ai sensi prima che alla mente. E questo è raro e prezioso.

Occhio bimbo:
I bambini dai 3 anni in su riconoscono immediatamente la gioia di Alice. Anche loro amano le pozzanghere, anche loro vorrebbero camminare sotto la pioggia, anche loro trovano magico quel momento in cui tutto si bagna e i colori diventano più intensi.
Spesso siamo noi adulti a frenarli: “Non bagnarti!”, “Attento alla pozzanghera!”, “Apri l’ombrello!”. Ma dentro di loro c’è Alice, che vorrebbe solo sentire l’acqua sulla pelle.
Il libro dà voce a quel desiderio. Dice ai bambini: va bene amare la pioggia. Va bene volersi bagnare. Va bene trovare belle le giornate grigie.
E mostra loro tutti i tipi di pioggia che esistono, dando nomi e forme a qualcosa che sentono ma non sempre sanno descrivere.
LE ILLUSTRAZIONI
Lo stile di questo albo è tenero e poetico. Le immagini sono delicate, con colori pastello che evocano la morbidezza della pioggia.
Alice è disegnata con semplicità, quasi stilizzata, ma le sue espressioni trasmettono pura gioia. Bubo, con il suo ombrello sempre aperto, è adorabile nella sua cautela.
Le gocce di pioggia sono protagoniste: sulla copertina sono lucide, in rilievo, e spiccano sul fondo opaco. Nelle pagine interne sono disegnate in mille modi diversi – grosse, piccole, oblique, dritte – a seconda del tipo di pioggia.
I colori cambiano con la pioggia: grigi e azzurri tenui per le giornate uggiose, tocchi di colore per mostrare come la pioggia trasforma il mondo. C’è un’immagine particolarmente intensa in cui Alice respira l’odore della pioggia – si sente quasi fisicamente quella sensazione.
Insomma, lo stile è accessibile anche ai più piccoli ma ha una raffinatezza che piace anche ai più grandi e agli adulti..

QUANDO LEGGERLO
- Nei giorni di pioggia per celebrare invece di lamentarsi
- Prima di uscire con la pioggia per preparare i bambini a viverla con gioia
- Quando il bambino ha paura del temporale per mostrare il lato bello della pioggia
- In primavera quando le piogge sono frequenti
- Come invito a vivere la natura con tutti i sensi non solo nei giorni di sole
- Quando si vuole rallentare e apprezzare le piccole meraviglie quotidiane

ETÀ E SVILUPPO
3-4 anni: Amano le immagini della pioggia e si identificano con la gioia di Alice. Vogliono uscire subito a fare schizzi nelle pozzanghere! Iniziano a riconoscere i diversi tipi di pioggia.
5-6 anni: Comprendono il contrasto tra Alice (che ama bagnarsi) e Bubo (che preferisce l’ombrello). Possono discutere di quando anche loro vorrebbero chiudere l’ombrello e sentire la pioggia.
7+ anni: Riflettono sul messaggio più profondo: l’importanza di aprirsi alle esperienze anche quando sono scomode, la bellezza di ciò che normalmente evitiamo.
Durata lettura: 5-7 minuti
Punto di forza: La struttura non narrativa permette di soffermarsi su ogni immagine, di parlare delle sensazioni, di vivere il libro con lentezza.
IL MIO GIUDIZIO
⭐⭐⭐⭐⭐ Una lettera d’amore alla pioggia che celebra ciò che normalmente cerchiamo di evitare. Cinta Villalobos crea un libro poetico e sensoriale che invita a chiudere l’ombrello e vivere la natura con tutti i sensi. Non c’è una trama classica, ma un invito a sentire: l’odore della terra bagnata, le gocce sulla pelle, i colori che cambiano. Insegna una verità profonda con delicatezza: a volte la protezione ci impedisce di sentire davvero, per vivere appieno serve accettare di bagnarsi. Perfetto per i giorni di pioggia, per trasformare il “che noia, piove” in “che bello, piove!”. Un libro che cambia prospettiva e che fa venire voglia di uscire subito a giocare con le pozzanghere. Da leggere lentamente, pagina dopo pagina, come si vive la pioggia: goccia dopo goccia.
I giorni grigi non sono tristi. Sono pieni di meraviglie nascoste. Basta chiudere l’ombrello.
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