papa’ isola

PAPà ISOLA: L'ORSO GIGI SDRAIATO SULLA SCHIENA CHE GALLEGGIA NEL MARE CON IL SUO CUCCIOLO MORBIDAMENTE ADAGIATO SULLA PANCIA AL SICURO
PAPà ISOLA: L'ORSO GIGI SDRAIATO SULLA SCHIENA CHE GALLEGGIA NEL MARE CON IL SUO CUCCIOLO MORBIDAMENTE ADAGIATO  SULLA PANCIA AL SICURO

PAPA’ ISOLA

AUTORE E ILLUSTRATORE: Emile Jadoul
CASA EDITRICE: Babalibri
ETA’ CONSIGLIATA: 2-5 anni
TEMI: Paternità, attesa, paure genitoriali, essere vs fare, presenza, attaccamento

LA STORIA

Betty e Gigi sono due orsi in attesa del loro primo cucciolo.

Betty vive serenamente l’attesa. Riposa, fantastica, sorride pensando a quel piccolo che arriverà. Ma Gigi no. Gigi si pone mille domande, chiedendosi angosciato se saprà essere un bravo papà.

“Sarò all’altezza?” si chiede guardando il pancione di Betty. “Sarò un super-papà?”

Un super-papà, nella testa di Gigi, sa fare tante cose. Sa giocare a calcio, nuotare veloce e sicuro, costruire casette con chiodi e martello. Tutte cose che Gigi… non sa fare.

Il calcio non gli piace per niente. Non sa nuotare. Non sa costruire nulla. E con il martello? Meglio non provarci nemmeno.

“Come farò a essere un bravo papà se non so fare niente di tutto questo?”

Ed è qui che interviene Betty, con il suo sguardo calmo e le sue parole dolci che aprono per Gigi lo spazio dell’immaginazione.

“Ma tu non devi SAPER FARE,” gli dice. “Tu devi POTER ESSERE.”

E inizia a mostrargli, con parole che sembrano poesia, cosa significa davvero essere papà.

“Tu sarai un papà-capanna per proteggerlo dal vento e dal freddo.”

Gigi si immagina grande e forte, che avvolge il suo piccolo con il corpo, che lo ripara dalla pioggia.

“Tu sarai un papà-cavallo e lo accompagnerai all’avventura.”

Gigi si vede con il cucciolo sul dorso, che galoppano insieme verso nuovi mondi da scoprire.

“Tu sarai un papà-aeroplano per portarlo alla scoperta del mondo.”

E Gigi vola, leggero, con il suo piccolo che ride e guarda tutto dall’alto.

“Tu sarai un papà-isola dove il nostro cucciolo potrà riposare.”

E qui, in questa immagine finale, Gigi capisce. Non serve saper fare. Serve esserci. Essere rifugio, essere gioco, essere sostegno, essere presenza.

Forse il nostro Gigi diventerà davvero un super-papà. Anzi, forse diventerà addirittura il re di tutti i papà.

PAPà ISOLA: GIGI E BETTY SU UNA BARCHETTA A REMI IN MEZZO AL MARE CHE SI PARLANO

PERCHÉ mi HA CONQUISTATa

Occhio DI mammE E papà:

“Papà-isola” è un libro che parla ai bimbi ma anche ai papà. A tutti i papà che si sono sentiti, almeno una volta, inadeguati.

Solitamente, quando si parla di gravidanza, l’attenzione è tutta sulla madre. E giustamente: è lei che porta dentro di sé una vita, è il suo corpo che cambia, sono le sue emozioni che si moltiplicano. Ma del padre ci si dimentica un po’. Come se l’attesa fosse solo della mamma, come se le paure fossero solo sue.

Questa è la prima grande verità del libro: anche i papà hanno paura.

Gigi ha paura di non essere all’altezza. E questa paura è legittima, reale, profonda. Soprattutto oggi, quando ai padri è richiesto di essere presenti, coinvolti, attivi. Non basta più essere il “capofamiglia” che porta a casa lo stipendio. Serve esserci davvero, emotivamente, fisicamente.

Ma cosa significa “esserci davvero”? Gigi pensa che significhi saper fare cose. Saper giocare a calcio, saper costruire, saper nuotare. Tutte competenze concrete, misurabili, che si possono elencare come voci di un curriculum.

E quando si accorge di non saperle fare, si sente inadeguato.

E qui arriva la seconda verità, quella che cambia tutto: l’intervento di Betty sposta il tema dal SAPER FARE al POTER ESSERE.

Non serve che tu sappia costruire una capanna, dice Betty. Perché tu SARAI la capanna. Tu sarai rifugio, protezione. Il tuo corpo grande diventerà il riparo del tuo piccolo dalla pioggia e dal vento.

Non serve che tu sappia giocare a calcio. Perché tu SARAI il gioco. Papà-cavallo che galoppa, papà-aeroplano che vola, papà che si trasforma in avventura.

Non serve che tu sappia nuotare veloce. Perché tu SARAI l’isola. Il luogo sicuro dove il tuo cucciolo potrà riposare, cullato e coccolato.

Questa è una rivoluzione silenziosa ma potente.

La paternità (e la genitorialità in generale) non è una lista di competenze. Non è un elenco di cose da saper fare. È una qualità di presenza.

Essere genitore significa farsi rifugio quando serve rifugio. Farsi gioco quando serve gioia. Farsi isola quando serve riposo. Farsi guida quando serve avventura.

E poi – ed è qui che Émile Jadoul dimostra tutta la sua profondità – significa anche saper lasciare andare. Il bravo genitore, ci ricorda, non è né quello che trattiene né quello che manda allo sbaraglio. È quello che incoraggia, sostiene, guida. E poi, al momento giusto, lascia il piccolo libero di sperimentare. Resta nell’ombra, né troppo vigile né assente, ma pronto a curare le inevitabili piccole ferite della crescita.

La terza cosa che mi ha conquistata è come il libro parla alle mamme quanto ai papà.

Betty è straordinaria. Non rassicura Gigi con frasi fatte (“vedrai che sarà tutto a posto!”). Gli apre lo spazio dell’immaginazione. Gli permette di vedersi come papà in modi che lui non aveva considerato. Gli fa capire che non esiste UN modo solo di essere un bravo papà. Esistono mille modi, e il suo sarà perfetto proprio perché sarà il SUO.

Questo è un regalo che ogni genitore può fare all’altro: vedere nell’altro le qualità che l’altro non vede in se stesso.

pAPà ISOLA: GIGGI PENSIEROSO CON LA TESTA FRA LE ZAMPE SEDUTO SU UN PALLONE DA CALCIO. GIGI NON SA GIOCARE A CALCIO E NON AMA IL CALCIO

Occhio bimbo:

I bambini dai 2 anni in su amano le grandi figure di Gigi che diventa capanna, cavallo, aeroplano, isola. Sono immagini calde, accoglienti, che parlano di un papà che si trasforma per accogliere.

Non capiscono ancora tutte le sfumature delle paure di Gigi, ma sentono la tenerezza. Sentono che il papà (il loro papà, qualunque papà) è grande, morbido, sicuro. È un luogo dove stare bene.

E quando sono più grandi, quando rileggeranno questo libro, capiranno qualcosa di più profondo: che anche i papà hanno paura. E che va bene. Che essere bravi genitori non significa essere perfetti, ma essere presenti.

LE ILLUSTRAZIONI

Émile Jadoul illustra con una semplicità che nasconde una profondità straordinaria.

Le figure sono grandi, occupano la pagina intera. Gli sfondi sono bianchi, puliti, senza distrazioni. Questo permette di concentrarsi sulle emozioni dei protagonisti, sulla loro relazione, sui loro gesti.

I due orsi sono disegnati con tratti morbidi, accoglienti. Non sono realistici ma stilizzati, quasi icone di tenerezza. Le espressioni sono minimali – pochi tratti per il volto – ma efficacissime nel comunicare le emozioni.

Quando Gigi si trasforma in capanna, cavallo, aeroplano, isola, le illustrazioni mostrano il cucciolo (ancora non nato nella realtà della storia, ma presente nell’immaginazione di papà orso) accoccolato, felice, al sicuro.

La costruzione delle scene è significativa: Betty e Gigi sono sempre vicini, si guardano, si toccano. C’è una complicità visibile, una vicinanza che rassicura.

Il formato del libro è particolare: grande, allungato in verticale. Perfetto per le figure degli orsi che si ergono sulla pagina, che diventano montagne di tenerezza.

PAPà ISOLA: GIGI A CARPONI SUL PAVIMENTO CON IL PICCOLO ORSO CON UN CAPPELLO DA COWBOY SULLA SCHIENA DI GIGI

QUANDO LEGGERLO

  • In attesa di un bambino come dono per un papà che sta per diventare tale
  • Per la Festa del papà (19 marzo)
  • Quando il papà si sente inadeguato e ha bisogno di sentirsi rassicurato
  • Con bambini piccoli per mostrare che il papà è rifugio, gioco, presenza
  • Quando si vuole parlare di paternità senza retorica ma con tenerezza
  • Come libro da leggere insieme, papà e bambino per creare un momento speciale
  • Nelle serate in cui serve sentirsi al sicuro – la voce del papà che legge questa storia diventa essa stessa “papà-isola”
PAPà ISOLA: L'ORSO GIGI SDRAIATO SULLA SCHIENA CHE GALLEGGIA NEL MARE CON IL SUO CUCCIOLO MORBIDAMENTE ADAGIATO SULLA PANCIA AL SICURO

ETÀ E SVILUPPO

2-3 anni: Amano le grandi figure degli orsi, si identificano con il cucciolo che trova rifugio nel papà. Capiscono il concetto di papà che protegge, che gioca, che coccola.

4-5 anni: Iniziano a capire che Gigi ha paura e che Betty lo rassicura. Possono discutere di cosa significa essere un bravo papà, di come anche i grandi hanno paure.

6+ anni: Riflettono sul messaggio più profondo: la differenza tra saper fare e poter essere, l’importanza della presenza più che della perfezione.

Adulti (papà in attesa): Trovano consolazione, comprensione, permesso di avere paura. E la visione di una paternità possibile, bella, vera.

Durata lettura: 5-7 minuti

Punto di forza: Parla a due pubblici contemporaneamente – bambini e papà – con linguaggi diversi ma ugualmente efficaci.

IL MIO GIUDIZIO

⭐⭐⭐⭐⭐ Un capolavoro di delicatezza e profondità. Émile Jadoul parla di paternità con una tenerezza che commuove e una verità che libera. Il messaggio è rivoluzionario nella sua semplicità: non serve saper fare, serve poter essere. La paternità non è una lista di competenze ma una qualità di presenza. Gigi rappresenta tutti i papà che si sentono inadeguati, Betty rappresenta lo sguardo che sa vedere nell’altro ciò che l’altro non vede. Le illustrazioni morbide e accoglienti, su grandi pagine bianche, creano un’atmosfera di intimità e sicurezza. Perfetto come dono per neo-papà o papà in attesa, ma anche bellissimo da leggere insieme, papà e bambino, per creare un momento speciale. Émile Jadoul, dopo “Le mani di papà” (Premio Nati per Leggere 2014), conferma il suo talento nel raccontare la genitorialità con onestà e poesia. Un libro che ogni papà dovrebbe leggere, almeno una volta. Per sentirsi visto, capito, rassicurato.

Non serve essere un super-papà. Serve essere un papà-isola.

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PAPà ISOLA: L'ORSO GIGI SDRAIATO SULLA SCHIENA CHE GALLEGGIA NEL MARE CON IL SUO CUCCIOLO MORBIDAMENTE ADAGIATO SULLA PANCIA AL SICURO

Come ha vissuto il papà l’attesa nella vostra famiglia? Quali paure ha condiviso?

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PER APPROFONDIRE IL TEMA DELLA PATERNITÀ

Questa settimana sul blog de La Fiaberia abbiamo raccontato proprio questo: che non serve essere perfetti per essere presenti, che la paternità (e la genitorialità) è fatta di gesti imperfetti ma pieni d’amore:

un papa’ improvvisato

UN PAPà IMPROVVISATO: TASSO TADDEO CON LA GIACCHETTA BLU, I PANTALONI DI VELLUTO E LO ZAINO SULLE SPALLE CON UN'ESPRESSIONE SORPRESA ACCANTO RICCIO GIOTTO CHE LO GUARDA CON ESPRESSIONE FELICE E ADORANTE. DIETRO LA STRADA TUTTA BUCHE E SULLO SFONDO L'UFFICIO MANUTENZIONE DEL BOSCO

filastrocca per il PAPA’

FILASTROCCA DEL PAPA': TOPOLINO FELICE VOLA FRA LE BRACCIA DEL PAPAà.   Dalla finestra entra una luce calda e e piena di allegria. Sul pavimento di legno chiaro tanti giocatolli sparsi. Il papà indossa un bel maglione arancione caldo. Topolino ha un maglioncino giallo, un paio di pantaloncini azzurre con le stelline e un paio di calzini di un bel rosso

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Copertina del libro Aspettando il natale con Otto con Otto con il cappello di Babbo Natale in una stanza addobbata e vicino a pacchetti incartati
Otto e il mistero dei biscotti di Halloween - le avventure di Otto Copertina dellibro con immagine di otto che annusa per terra e segue una traccia nella notte di halloween fra pipistrelli, zucche illuminante e strane presenze