
IL GIARDINIERE DEI SOGNI
AUTORE E ILLUSTRATORE: Claudio Gobbetti
CASA EDITRICE: Sassi Junior
ETA’ CONSIGLIATA: 6+ anni
TEMI: Libri, lettura, scrittura, coltivare la cultura, passaggio di sapere, sogni, immaginazione
LA STORIA
In una terra fiabesca con un nome che nessuno conosce vive un vecchio omino. È così vecchio che non ricorda nemmeno più la sua vera età. Porta un cappello buffo, ha una lunga barba bianca, un paio di occhiali rotondi e una passione: scrivere.
Ogni giorno si siede davanti alla sua vecchia macchina da scrivere, con i tasti ormai consumati dall’uso, e scrive. Battiti dopo battiti, parole dopo parole, fino a riempire un foglio bianco di storie.
Ma quando finisce di scrivere, il vecchio omino fa qualcosa di straordinario. Non mette il foglio in un cassetto. Non lo piega in una busta. Lo pianta.
Sì, lo pianta nella terra, come se fosse un seme.
Cerca il posto perfetto nel suo giardino, un luogo ideale al sole, e lì sotterra la pagina scritta. Poi torna ogni giorno a prendersene cura. Annaffia, aspetta, osserva con pazienza.
E dopo molto tempo, accade qualcosa di magico.
Dal foglio piantato nasce un albero. Non un albero qualunque. Un albero speciale, con un tronco robusto e una chioma fatta non di foglie, ma di pagine. Pagine scritte fitte fitte, da cui rotolano fuori i protagonisti delle storie. Creature bellissime, impossibili, nate dalle parole.
Quando i fogli sono maturi, l’omino li raccoglie con cura. Li porta a casa, li impila, li cuce a mano fino a creare tanti libri. E poi, quando tutto è pronto, apre la finestra e li lascia andare.
I libri volano via, battendo le loro pagine come ali. Volano sopra mari conosciuti, attraverso torridi deserti, di giorno e di notte. Viaggiano lontano, inseguendo la loro necessità di sentirsi altrove.
Fino a quando, stremati dal viaggio, decidono che è tempo di fermarsi.
I libri entrano in una biblioteca, si posano sugli scaffali tra altre storie, e aspettano.
Aspettano che qualcuno li scelga. Che un bambino li tocchi, li sfogli, li prema contro il viso per non perdere nemmeno una lettera. E quando quel bambino inizia a leggere, la storia continua nel sogno.
Ecco perché l’omino è il giardiniere dei sogni.

PERCHÉ mi HA CONQUISTATa
Occhio DI mammE E papà:
“Il giardiniere dei sogni” è un libro che parla di libri.
Un omaggio alla lettura che ha il sapore di una fiaba.
Ed è la prima cosa che me ne ha fatto innamorare: leggere è come coltivare un giardino.
L’omino non scrive semplicemente una storia. La pianta. La cura. La fa crescere con pazienza e amore. Annaffia, aspetta, osserva. E solo dopo molto tempo vede nascere qualcosa di bello.
E’ una metafora potentissima, perché ci dice che la cultura, come la coltura, nasce da un seme.
Non a caso le due parole hanno la stessa origine: il latino cultus, participio passato di còlere, coltivare. Claudio Gobbetti ritorna alle origini, immaginando che i libri nascano con lo stesso processo delle piante.
E questo ci ricorda qualcosa di importante: la lettura non è un prodotto immediato. Non è qualcosa che si “consuma” velocemente. È qualcosa che va seminato nei bambini fin da piccoli, curato con costanza, fatto crescere con pazienza. E poi, un giorno, diventa un albero rigoglioso.
Qui arriva la seconda cosa che amo tanto, ancora più profonda: i libri non si comprano, si incontrano.
Nel racconto di Gobbetti, i libri non sono merce di scambio. Non stanno in vetrina ad aspettare di essere acquistati. Volano. Viaggiano. Decidono loro quando e dove fermarsi.
E sarà il caso a unire noi lettori a uno di loro. Dovremo solo incuriosirci, toccarlo, sfogliarne le pagine, premerlo contro il nostro viso per sentirne l’odore. E farci catturare.
Questa è una visione romantica, poetica, ma anche profondamente vera. Perché i libri che ci cambiano la vita non sono quelli che scegliamo razionalmente. Sono quelli che ci scelgono. Quelli che incontriamo al momento giusto, quasi per caso. Quelli che ci aspettavano.
La terza cosa cosa che mi ha conquistata definitivamente è il passaggio di sapere tra generazioni.
Il vecchio omino scrive, coltiva, crea. Il bambino legge, sogna, immagina: il sapere passa da uno all’altro attraverso le pagine di un libro.
Questo non è un dettaglio di poco conto.
Ci ricorda che i libri sono ponti tra generazioni. Che attraverso le storie trasmettiamo valori, esperienze, immaginari. Che la lettura è un atto di condivisione profonda tra chi scrive (o chi legge ad alta voce) e chi ascolta.
E ci ricorda anche che ogni lettore, grande o piccolo, è un po’ giardiniere.
Perché leggere vuol dire coltivare qualcosa di prezioso dentro di sé. Vuol dire far crescere alberi rigoglosi a partire da semplici pagine, proprio come i giardiniere fanno crescere piante a partire da semi.

Occhio bimbo:
I bambini dai 6 anni in su sono affascinati dalla magia di questa storia. L’idea che un foglio piantato nella terra possa diventare un albero di libri è potente, visiva, memorabile.
Vedono l’omino che cuce i libri a mano, li vede volare come uccelli, li segue nel loro viaggio fino alla biblioteca. E questo rende concreto, tangibile, qualcosa di astratto come “l’importanza della lettura”.
Non è una lezione. È una fiaba. E le fiabe arrivano dove le lezioni non arrivano.
Il finale, con il bambino che preme il libro contro il viso per non perdere nemmeno una lettera, è un’immagine che i giovani lettori riconoscono. Anche loro hanno fatto così con un libro amato. Anche loro sanno cosa significa essere catturati da una storia.
E forse, dopo aver letto “Il giardiniere dei sogni”, guarderanno i loro libri con occhi diversi. Come alberi coltivati con amore da qualcuno. Come semi piantati per loro.
LE ILLUSTRAZIONI
Diyana Nikolova illustra con colori leggeri e pastellati che danno al libro un’atmosfera sognante e delicata.
Le tonalità sono tenui: verdi spenti, azzurri chiari, rosa pallidi, gialli dorati. Ogni pagina sembra avvolta in una luce morbida, quasi onirica, perfetta per una storia che parla di sogni.
L’illustrazione più memorabile è quella dell’omino immerso nell’albero di pagine. È letteralmente circondato da fogli che volano, si piegano, si accartocciano. E lui sta lì, al centro, come un giardiniere orgoglioso del suo raccolto.
Anche l’immagine dei libri che volano via dalla finestra è potente. Battono le pagine come ali, si muovono in stormo come uccelli migratori. È un’immagine poetica che resta impressa.
Le illustrazioni dominano sulle parole. Il testo è presente ma discreto, lascia che le immagini raccontino gran parte della storia. Questo rende il libro perfetto per una lettura lenta, contemplativa, dove ci si sofferma su ogni tavola.
Lo stile è realistico ma con tocchi fiabeschi. Il vecchio omino ha un’aria bonaria, quasi da nonno saggio. Il bambino che legge alla fine ha un’espressione rapita, completamente assorbito dalla storia.
Il formato è grande (24×29 cm), perfetto per apprezzare i dettagli delle illustrazioni e per una lettura condivisa.

QUANDO LEGGERLO
- Quando si vuole parlare dell’importanza della lettura senza essere didascalici
- Con bambini che iniziano a leggere da soli per celebrare questo passaggio importante
- Nelle biblioteche e nelle scuole come introduzione all’amore per i libri
- Come regalo per bambini che amano leggere per dire loro quanto è prezioso ciò che fanno
- Giornata Mondiale del Libro (23 aprile)
- Festa dei Nonni (2 ottobre) per celebrare il passaggio di storie tra generazioni
- Quando si vuole spiegare che la cultura va coltivata come un giardino, con pazienza e cura
- Come libro da leggere insieme, adulto e bambino per condividere la meraviglia delle storie

ETÀ E SVILUPPO
6-7 anni: Iniziano a leggere autonomamente e possono apprezzare il messaggio sul valore dei libri. Amano l’idea magica dell’albero che cresce dalle pagine.
8-10 anni: Comprendono la metafora più profonda: che la lettura va coltivata, che i libri ci scelgono, che leggere fa crescere qualcosa dentro di noi. Possono riflettere sul loro percorso di lettori.
Adulti (genitori, insegnanti, bibliotecari): Trovano nel libro un omaggio commovente alla bellezza dei libri e al potere della lettura. Un promemoria di quanto sia importante seminare, accudire e coltivare l’amore per le storie.
Durata lettura: 10-15 minuti (da leggere lentamente, soffermandosi sulle illustrazioni)
Punto di forza: Un libro che parla di libri, una meta-narrazione poetica che celebra la lettura stessa. Perfetto per lettori che amano leggere e vogliono capire perché.
IL MIO GIUDIZIO
⭐⭐⭐⭐⭐ Un inno poetico alla bellezza dei libri e al potere della lettura. Claudio Gobbetti e Diyana Nikolova creano una fiaba delicata e profonda che paragona la lettura al giardinaggio: serve pazienza, cura, amore. Il messaggio è rivoluzionario nella sua semplicità: la cultura, come la coltura, nasce da un seme che va piantato, annaffiato, fatto crescere. I libri non sono merce, sono creature che volano e ci scelgono al momento giusto. Le illustrazioni pastello creano un’atmosfera sognante perfetta per una storia che sa di fiaba. Il passaggio di sapere dal vecchio omino al bambino che legge è commovente e ci ricorda che i libri sono ponti tra generazioni. Perfetto per bambini dai 6 anni che iniziano a leggere da soli, ma anche bellissimo da leggere insieme per celebrare la magia delle storie. Un libro che ogni amante dei libri dovrebbe avere. Per ricordare che ogni lettore è un po’ giardiniere. E che leggere vuol dire coltivare sogni.
La lettura è un giardino da coltivare. Con pazienza, cura e amore
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