È la prima sera in vacanza.
Le valigie sono ancora aperte sul pavimento, tuo figlio o tua figlia è eccitato/a: la stanza è nuova, tutto è nuovo, e non vuole saperne di dormire.
Ti guardi intorno e pensi: e adesso?
Come faccio a mantenere la routine del sonno dei bambini in vacanza?
Per fortuna non devi ricreare casa.
Altrimenti che vacanza sarebbe?
Ma una cosa, quella sì, la devi mantenere: la storia della buonanotte.
La tua ancòra di salvezza. La sua ancòra con la quotidianità.
Ma partiamo dall’inizio…
Seguimi!
Perché il bambino dorme male in vacanza (e non è colpa tua)?
La prima notte fuori casa è quasi sempre la più difficile.
A tutte le novità vanno aggiunte le giornate più lunghe, il buio che non arriva, i pasti a orari diversi, l’eccitazione di un posto nuovo.
Una vera e propria avventura, con sacco di cose meravigliose da scoprire!
Di contro il cervello dei bambini piccoli cerca i segnali familiari per sentirsi a suo agio, capire la sua nuova routine e come comportarsi nella nuova situazione.
Istintivamente, cerca la luce della sua stanza, i rumori di casa, il profumo del cuscino, la sequenza di gesti che conosce da sempre.
E i due aspetti entrano in conflitto fra di loro.
Non per capriccio.
Ma per sovraccarico.
Il risultato è un bimbo che fatica ad addormentarsi, che si sveglia di notte, che vuole dormire con te.
E allora… addio relax!
Senti che questa potrebbe essere la tua vacanza? Allora seguimi nel prossimo paragrafo: ti svelerò qualche trucco che funziona sempre.
Ma prima
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routine del sonno dei bambini in vacanza: cosa tenere e cosa lasciare
La prima cosa da fare è smettere di cercare di portare tutto.
Le vacanze sono un’eccezione. Sia per te, per voi adulti, che per i bimbi.
Ricreare casa non è andare in vacanza: è portare la solita routine in un altro luogo. E questo non è produttivo per nessuno.
Dall’altra parte andare in vacanza, significa distacco, avventura, luoghi nuovi e sconosciuti, una nuova quotidianità, completamente divers, con cui fare i conti.
A cui abituarsi.
E i bambini sono perfettamente in grado di capirlo — anche i più piccoli — se glielo diciamo chiaramente. Senza troppi giri di parole. Magari accompagnando le spiegazioni con storie e fiabe a tema, nei giorni precedenti.
E sai perché?
Perché le fiabe, le storie, parlano la loro stessa lingua, alimentano il pensiero magico con cui ogni bambino spiega la realtà. Rendendola più comprensibile.
Se ti va, nel mio articolo “Il pensiero magico nei bambini: cos’è, perché proteggerlo e cosa c’entrano le fiabe” ti spiego di che cosa si tratta e come funziona.
E poi?
Poi, torniamo a noi e a come mantenere la routine del sonno del tuo bimbo in vacanza.
Quindi, che cosa puoi lasciare a casa (e sentirti davvero in vacanza)?
- La precisione degli orari. Mezz’ora di scarto va benissimo. Il corpo si adatta.
- Il bagnetto fisso. Se salta una sera non succede niente.
- La stanza perfetta. Può esserlo, ma non devi replicare la sua cameretta. Bastano pochi oggetti familiari.
Che cosa, invece, dovresti portare?
- L’oggetto del cuore. Il peluche, la copertina, il pupazzo senza cui non si dorme. Va in valigia per primo.
- L’orario approssimativo. Non il minuto preciso, la fascia. “Intorno alle nove si va a letto” è già una struttura che funziona.
- La storia della buonanotte. Non pesa niente in valigia. Non occupa spazio. Non si dimentica a casa. È solo una voce, una storia, un momento che dice al tuo bimbo: siamo ancora noi, anche qui.
Se cerchi una storia da leggere già stasera, sul sito de La Fiaberia trovi fiabe gratuite, perfette da leggere anche dopo una lunga giornata al mare
Ad esempio ti suggerisco la mia ultima fiaba molto vacanziera “UN PICNIC DAVVERO SPECIALE” che ho scritto pensando ad una bella giornata di svago e divertimento.
E’ perfetta per instaurare la routine del sonno dei bambini in vacanza!

La storia della buonanotte in vacanza: perché funziona ovunque?
In realtà non è la fiaba, la storia in sé, quanto la tua voce.
È quella che il tuo bimbo ( o la tua bimba) ha imparato a riconoscere come il segnale più rassicurante che esiste.
Quella che dice: adesso sei al sicuro, adesso puoi chiudere gli occhi.
E quella voce — con quella storia, con quel ritmo — funziona in un appartamento al mare, in una tenda, in una camera d’albergo, anche con la tappezzeria strana.
Ma se hai dimenticato il suo libro preferito?
NO PANIC!
Puoi raccontarla a memoria, anche male, anche inventandola sul momento. Anche cambiandola. I bambini non cercano la perfezione. Cercano la voce. Cercano il rito.
La fiaba serale in viaggio con i bambini è la cosa più semplice e più efficace che puoi portare con te.
Anche un buon libro può aiutare a raccontare la grande avventura delle vacanze con mamma e papà.
Ti suggerisco “È estate Cincia” di Giuditta Campello, la storia di un picnic che va storto e di un momento di condivisione che diventa magico — un po’ come succede davvero, nelle giornate di villeggiatura. Tutto in rima, allegro, con illustrazioni che davvero catturano l’attenzione dei bimbi ( e non solo!) è un’ottima scelta.
Se vuoi saperne di più trovi la mia recensione dettagliata nel blog della Fiaberia, insieme a molti altri consigli di lettura.
Insomma tutto, qualsiasi cosa, per salvare vacanze e relax!
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Come far dormire il bambino in vacanza: tre trucchi che funzionano sempre
- Mostragli dove dormirà, prima. Appena arrivate, prima di disfare le valigie, portalo nella stanza dove dormirà. Descrivila in tutte le sue parti. Fagli toccare il letto, metti il suo peluche sul cuscino. “Ecco dove dormi tu.” Spiegagli in modo semplice e sincero dove vi trovate, cosa farete, come vi organizzerete: i bambini, anche i più piccoli, capiscono e si sentono rassicurati. Bastano pochi minuti, ma fanno la differenza.
- Mantieni la sequenza, non gli orari. Bagnetto, pigiama, storia, buonanotte. Non importa se il bagnetto è alle otto invece che alle sette. Quello che conta è l’ordine — quella sequenza che il corpo del tuo bimbo conosce già.
- Racconta sempre la storia. Anche se sei stanca. Anche se hai dimenticato il libro. Anche se è solo una filastrocca di due minuti. Quella storia è il confine tra il giorno e la notte. Non saltarla.
Hai bisogno di una filastrocca breve da ricordare a memoria?
Sul sito de La Fiaberia trovi filastrocche della buonanotte con poche parole e molto ritmo facili da ricordare, facili da cantare insieme.
Ti suggerisco la FILASTROCCA PER PREPARARSI ALLA NANNA

E’ breve, facile da memorizzare e da “cantare” insieme e si presta ad essere un segnale perfetto per indicare ai bimbi che sta arrivando il momento del riposo.
Provare per credere… e non solo in vacanza!
la routine della nanna non va in vacanza
In vacanza cambiano molte cose.
Anzi devono cambiare. Per certi versi è anche educativo: aiuta il bimbo a imparare ad adattarsi alle diverse situazioni.
Ma perché sia dolce, quasi un gioco o. ancora meglio, un’avventura, è necessario mantenere qualcosa che funzioni come ancòra di sicurezza.
Il momento della storia è esattamente quello che ti serve.
Non come obbligo, ma perché è la cosa più semplice, immediata e condivisibile che hai per dire al tuo bimbo: “La giornata è finita, sei al sicuro, adesso si dorme.”
Insomma leggere d’estate una fiaba ogni giorno — in spiaggia, in montagna, in camper, sul balcone di un posto nuovo — è semplicemente la cosa che funziona di più. Con meno fatica di qualsiasi altra.
I bambini hanno bisogno di qualcosa di riconoscibile, un’ancora che permetta loro di ricostruire familiarità.
E la tua voce, la sua storia preferita, ogni sera, è esattamente quello di cui necessita per sentirsi al sicuro e addormentarsi.
Un’ultima cosa sulla routine del sonno dei bambini in vacanza
Le vacanze sono un’avventura e richiede un pizzico di adattamento da parte di tutti.
Non portarti tutta la casa in valigia.
Ricordarti solo di aprire il suo libro preferito la sera. O di inventare una storia. O di cantare quella filastrocca che conosce già a memoria.
Il resto si aggiusta da solo.
Cerca la storia giusta per stasera tra le fiabe della buonanotte gratuite de La Fiaberia e…
BUONE VACANZE!
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DISCLAIMER: questo articolo ha scopo informativo e non sostituisce una valutazione specialistica. Se hai dubbi, rivolgiti a uno psicologo dell’età evolutiva.



