RACCONTO SCRITTO E ILLUSTRATO CON I BAMBINI DELA 4 A SCUOLA PRIMARIA “f.SOLARI” DI CHIAVARI GENOVA
È una di quelle mattine di fine inverno in cui il Bosco non sa ancora bene cosa fare di sé: neve, sole, e sui rami le prime gemme rosse rotonde e lucide come caramelle.
Arturo salta da un ramo all’altro con tutta la leggerezza di chi ha le zampe allenate e la testa fra le nuvole. Salta, salta, salta e … un piede messo male, una zampa che manca la presa…
SBAM.
Sedere nella neve quasi sciolta.
“AHIA!”
brontola alzandosi.

Poi gli occhietti vispi si fermano su qualcosa che non c’era ieri, né l’altro ieri: un muro rosso ciliegia, lucido e allegro, con ruote grandi e finestrini rotondi.
“CHI LEGGE VIAGGIA”,
c’è scritto sopra.
Arturo storce il naso. Si avvicina. Ancora un passo.
Dalla porta spunta un’oca bianca come la neve, grembiule a quadretti azzurro, foulard rosso in testa e un piumino soffice fra le mani, quella roba con cui si tolgono i puntini di polvere dalle cose importanti.
“QUA?” fa lei.
“SQUITT!” fa lui.
E mentre risponde, allunga il collo per sbirciare oltre la soglia

Libri.
Tanti libri.
Scaffali e scaffali di libri, tutti in fila come soldatini colorati.
“Libri…” borbotta Arturo. “Mica posso arrampicarmici sopra.”
Si volta a guardare i rami.
Oca Bianca, che è un’oca di mondo e di mondo ne sa più di quanto sembri, non dice niente. Ricomincia a spolverare gli scaffali, come se Arturo non ci fosse.
(E questo, nel Bosco, è il modo più sicuro per far restare qualcuno.)

“Sei mai stato in fondo al mare?”
chiede a un certo punto, senza smettere di spolverare. Arturo scuote la testa.
“Allora entra. C’è anche una cioccolata alle nocciole che ti aspetta.”
Arturo fa un passo.
Si ferma.
Rimane vicino alla porta, per sicurezza.
Non si sa mai, con le oche selvatiche.
Poi, in mezzo a tutti quegli scaffali, qualcosa lo colpisce: una copertina blu scuro.
Blu come il fondo del mare.
“Ah, ti piace questo!”
dice Oca Bianca, che ha occhi dappertutto.
E comincia a chiacchierare di traversate, pesci d’oro, correnti lontane.
QUA!, e poi QUA QUA!,
un ciclone di QUAAAA che Arturo non riesce a seguire ma che, a sentirlo, mette voglia di partire.
“Ti conquisterà!”
E gli porge il libro.

Arturo lo prende, non troppo convinto. Lo apre quasi per sbaglio.
BLU.
Gira la pagina. Ancora BLU, più scuro, più fondo. Ombre d’argento che si muovono lente.
Un pesce d’oro gli strizza l’occhio.
ARTURO SI TUFFA.

Giù, sempre più giù, dove il blu diventa quasi nero e le alghe sono altissime come alberi, i coralli rossi come le gemme di stamattina.
Conchiglie grandi come case.
Pesci di tutte le forme, silenziosi come nuvole.
Meduse trasparenti che sembrano ombrelli dimenticati.
Una tartaruga gigante che sfreccia fra le grotte con tutta la fretta di chi ha un appuntamento importantissimo.
BLU. VERDE. NERO.
E poi, in fondo, ROSSO CILIEGIA.

UNA VALIGIA!
Ma cosa ci fa una valigia in fondo al mare?
Arturo si avvicina, curioso.
La apre e… dentro trova cento pepite d’oro, lucenti come il sole.
Le raccoglie tutte.
“Con questo, pensa, compro le ghiande più pregiate del Bosco. E una fontana di cioccolato.”
Poi decide di tornare su. Acchiappa la prima medusa di passaggio, si aggrappa ai suoi tentacoli trasparenti e segue mille bolle d’argento…
Sempre più su, finché…
BLU. VERDE. ROSSO CILIEGIA. Superficie.

Fuori è quasi buio. La tazza di cioccolata fuma sul tavolino.
Ma Arturo stringe il libro e non riesce a staccarsene.
“Allora?” chiede Oca Bianca.
“Sei stato in fondo al mare?”
Arturo alza lo sguardo.
“Voglio tuffarmi ancora.”
“È sempre così…” sorride Oca Bianca.
“QUAAA.”

Allora Arturo ha un’illuminazione: le pepite d’oro non erano lì per caso.
Qualcuno gliele aveva lasciate. Un dono.
E lui sa già come usarle: comprare libri.
TANTI LIBRI.
Così per tutto il mese seguente rimane seduto su un soffice fungo a leggere, con una scorta di ghiande a portata di zampa.
Legge, mangia, legge ancora.
Finché una mattina…
SBAM !
Scivola giù dal fungo.
Non per colpa dei rami, stavolta.
Per colpa della pancia!

Scoiattolo Arturo capisce che bisogna leggere, ogni sera, prima di dormire, sempre,
ma anche saltare di ramo in ramo,
spettegolare con gli animali,
giocare a palla con le ghiande, oltre che mangiarle.

“PRIMA DI DORMIRE, LEGGI UN LIBRO” dice Oca Bianca, “E FARAI SOGNI D’ORO.”
Arturo annuisce.
Ha già in mente il prossimo tuffo!
È notte.
Arturo dorme, con i due libri stretti al petto.
Nel Bosco, la luce del bibliobus è ancora accesa.





