Io Gomitolo tu Filo recensione

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IO GOMITOLO TU FILO

AUTORE: Alberto Pellai

ILLUSTRATORE: Ilaria Zanellato
CASA EDITRICE: DeAgostini
ETA’ CONSIGLIATA: Da 1a 6 anni
TEMI: Attaccamento, distacco, inserimento al nido, crescita, autonomia, relazione madre-figlio, base sicura.

LA STORIA

“All’inizio, eri gomitolo come me.
Anzi, eri proprio dentro di me.
E un giorno sei diventato filo,
ma io sono rimasta gomitolo per te.”

Mamma Gomitolo e il suo Filo rosso.

Una metafora semplice e perfetta per raccontare qualcosa di molto complesso: il viaggio di una madre e di un figlio attraverso la crescita.

All’inizio il Filo è cortissimo. Sta vicino al Gomitolo, sempre. Si addormentano insieme, si risvegliano insieme. Il Gomitolo avvolge, protegge, nutre.

Poi, piano piano, qualcosa cambia.

Il Filo inizia a muoversi. Esplora il divano, poi la cucina, poi il giardino. Si avvicina ad altri gomitoli e altri fili. Scopre i fiori, le voci nuove, i luoghi sconosciuti.

E ogni volta che si spinge un po’ più lontano, il Gomitolo è lì. Non lo trattiene. Non lo rincorre. Ma resta fermo, caldo e riconoscibile, come un porto verso cui tornare quando il mare si fa mosso.

Il Filo cresce. La distanza aumenta. E un giorno arriva un posto nuovo: la scuola.

Il filo tra loro non si è spezzato. È solo diventato più lungo.

illustrazione del libro io gomitolo tu filo

PERCHÉ “Io Gomitolo tu filo” mi HA CONQUISTATa

Occhio DI mammE E papà:

“Io gomitolo, tu filo” non è semplicemente un libro per bambini. È un libro per genitori che stanno attraversando uno dei momenti più intensi della genitorialità: il primo distacco.

Alberto Pellai è medico e psicoterapeuta dell’età evolutiva. Sa esattamente cosa succede nel cervello di un bambino piccolo quando si separa dalla mamma. Sa cosa succede nel corpo di una madre quando lascia il suo bambino al nido per la prima volta. E sa anche che spiegarlo con parole tecniche non serve quasi a niente.

Quello che serve è una storia. Una metafora che parli prima al cuore, e poi, solo poi, alla mente.

Che non sia solo una bella immagine poetica.

LA storia di Mamma Gomitolo e piccolo Filo, è la sintesi più precisa e accessibile che esista della teoria dell’attaccamento di John Bowlby: lo psicologo che ha rivoluzionato la comprensione della relazione genitore-figlio nel ventesimo secolo.

Bowlby ha dimostrato che i bambini che crescono con un attaccamento sicuro, ovvero con un genitore (o una figura di accudimento) che risponde in modo costante e affidabile ai loro bisogni, sviluppano una “base sicura” dalla quale possono esplorare il mondo. Non è un paradosso: è esattamente il contrario. Più il bambino è certo che il Gomitolo è lì, più riesce ad allontanarsi.

Questo è il messaggio che ogni genitore che porta il proprio figlio al nido dovrebbe tenere nel cuore: non stai abbandonando tuo figlio. Stai ampliando il suo mondo. E puoi farlo proprio perché sei stato, e continui ad essere, il suo Gomitolo.

Ma non dimenticare che il distacco fa paura a entrambi.

Così il libro racconta anche la paura della mamma. La vediamo trasformarsi: da Gomitolo che avvolge tutto, a mappamondo che accompagna l’esplorazione, ad aquilone che lascia volare il Filo verso l’alto. Ogni trasformazione è un atto d’amore. E ogni atto d’amore richiede coraggio.

Pellai scrive: “Amare significa imparare a lasciar andare, avendo prima però costruito una stanza nel cuore in cui l’amore di un genitore per il proprio figlio troverà sempre il proprio luogo elettivo.”

Questa frase non è una consolazione generica. È una mappa. Dice che il lavoro della genitorialità non è tenere, è costruire. Costruire quella stanza nel cuore, solida e calda, perché il Filo possa allontanarsi sapendo che c’è sempre un posto dove tornare.

Ma la cosa che mi ha fatto definitivamente innamorare di questo piccolo capolavoro, è la scelta di usare la poesia invece della prosa.

Il testo di Alberto Pellai è in rima. Non una rima forzata, artificiale, che sembra scritta per sembrare un libro per bambini. Una rima naturale, musicale, che si legge ad alta voce e si imprime nella memoria come una canzone.

Questo non è un dettaglio. I bambini piccoli, quelli che vanno al nido, che hanno 1, 2, 3 anni, non elaborano la realtà attraverso le spiegazioni. La elaborano attraverso il ritmo, la melodia, la ripetizione. Una storia in rima letta dalla voce del genitore diventa qualcosa di fisico, di incarnato. Diventa una base sicura fatta di suoni.

Se stai attraversando l’inserimento al nido e vuoi capire come gestirlo con serenità, scopri tutto nell’articolo-guida che ho pensato per te: INSERIMENTO AL NIDO: COME GESTIRLO SENZA SENSI DI COLPA E CON SERENITA’

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Occhio bimbo:

I bambini dai 2 anni in su seguono la storia di Mamma Gomitolo e del suo Filo con quella concentrazione silenziosa che hanno quando qualcosa li tocca davvero.

Non capiscono la teoria dell’attaccamento. Ma capiscono il Gomitolo che resta. Capiscono il Filo che si allunga. Capiscono che andare lontano non significa perdere la mamma, significa portarla con sé, come un filo invisibile che non si spezza mai.

Questa comprensione non è cognitiva. È emotiva. È corporea.

I bambini più grandi, 4, 5, 6 anni, possono iniziare a riconoscere nella storia il loro percorso. “Anche io ero un Filo cortissimo. Adesso sono un Filo più lungo.”: è un modo bellissimo per celebrare la crescita senza spaventarla.

Illustrazione di io gomitolo tu filo

LE ILLUSTRAZIONI del libro “Io Gomitolo tu Filo”

Ilaria Zanellato illustra con uno stile delicato e poetico che amplifica perfettamente il tono del testo.

Il mondo di Mamma Gomitolo e del suo Filo è colorato, morbido, avvolgente. I colori sono caldi, rossi, arancioni, gialli dorati, ed evocano calore, protezione, amore.

Il Filo rosso è il protagonista visivo di ogni pagina: lo seguiamo mentre si accorcia e si allunga, mentre si avvolge e si distende, mentre esplora e torna. È un elemento narrativo visivo che i bambini seguono con gli occhi da una pagina all’altra come un gioco.

Le illustrazioni non descrivono semplicemente la storia: la vivono. Ogni pagina è un’emozione: la tenerezza dell’abbraccio, la meraviglia dell’esplorazione, la malinconia dolce del distacco, la gioia del ritorno.

La copertina rigida rende il libro resistente e prezioso: un oggetto da conservare, da rileggere negli anni, da riscoprire a ogni tappa della crescita.

QUANDO LEGGEre “Io Gomitolo tu Filo “

  • Nelle settimane prima dell’inserimento al nido per preparare emotivamente sia il bambino che il genitore
  • La sera prima del primo giorno di nido come rito di preparazione dolce e rassicurante
  • Durante i primi giorni di inserimento quando le emozioni sono ancora intense e confuse
  • Quando il bambino fa fatica a separarsi al momento del saluto mattutino
  • Come regalo per una neomamma che sta per affrontare il rientro al lavoro
  • In ogni momento di distacco, non solo il nido, ma anche i nonni, i primi weekend fuori, le prime notti lontano
  • Da rileggere ogni anno perché ad ogni età il libro dice qualcosa di nuovo
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ETÀ E SVILUPPO

1-2 anni (nido): Perfetto da leggere nei giorni prima dell’inserimento. Il bambino non capisce le parole ma elabora il ritmo, la voce del genitore, le immagini colorate. Crea familiarità emotiva con il concetto di “andare e tornare”.

3-4 anni (scuola dell’infanzia): Comprendono la storia e si identificano con il Filo. Possono iniziare a parlare delle loro paure usando la metafora: “Quando vado all’asilo sono il Filo. E tu sei il Gomitolo che aspetta.”

5-6 anni: Riflettono sul percorso fatto. “Prima ero un Filo corto. Adesso sono più lungo.” Un modo bello e concreto per celebrare la crescita e prepararsi ai prossimi passi.

Adulti (genitori): Trovano in questo libro una consolazione profonda e una mappa per attraversare il distacco con consapevolezza invece che con senso di colpa.

Punto di forza: Il testo poetico in rima, pensato per la lettura ad alta voce, crea un ritmo rassicurante che i bambini piccoli elaborano a livello corporeo ed emotivo prima ancora di capirlo razionalmente.

IL MIO GIUDIZIO su “Io Gomitolo tu Filo”

⭐⭐⭐⭐⭐ Un libro raro e prezioso che riesce a fare qualcosa di straordinariamente difficile: spiegare la teoria dell’attaccamento con una storia in rima che un bambino di due anni può ascoltare e un genitore di trent’anni può commuoversi a leggere. Alberto Pellai non scrive per i bambini. Scrive con i bambini, nella loro lingua, con il loro ritmo, la loro melodia, le loro immagini concrete. E Ilaria Zanellato illustra con un Filo rosso che attraversa ogni pagina come un filo d’Arianna verso il cuore della storia. Il messaggio è semplice e rivoluzionario: il Filo non si spezza mai. Si allunga. E più è lungo, più è forte, perché nasce da un Gomitolo solido. Da leggere prima del nido, durante il nido, dopo il nido.

Amare non è tenere. È costruire una stanza nel cuore in cui tornare sempre.

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NEL MONDO DE LA FIABERIA

Questa settimana sul blog de La Fiaberia abbiamo raccontato proprio questo: dell’inserimento al nido. all’asilo e del primo giorno di scuola.

Sul blog de La Fiaberia fiabedellabuonanotte.com trovi tutto quello che ti serve per attraversare questo momento con serenità:

📝 Inserimento al nido: come gestirlo senza sensi di colpa e con serenità — La guida completa: come funziona l’inserimento, cosa NON fare, i segnali che sta andando bene e tre azioni concrete per affrontarlo con più fiducia.

copertina articolo inserimento-asilo-nido-mamma-bambino

📝 Primo giorno di asilo: pianto, separazione e come aiutare il bambino. Cosa succede davvero quando lasci il tuo bambino al nido, perché piange (e perché è normale) e come prepararlo emotivamente.

copertina: inserimento-scuola-infanzia-mamma-bambina-porta.

📖 Giotto va a scuola. Nel Bosco della Vecchia Quercia, Tasso Taddeo accompagna il piccolo riccio Giotto verso qualcosa di nuovo. Il modo in cui lo fa è esattamente quello che cercano di fare le educatrici e che puoi fare anche tu.

Giotto stringe forte la mano di Tasso Taddeo davanti al cancello della scuola del Bosco — copertina fiaba della buonanotte sul primo giorno di scuola per bambini

🎵 Filastrocca dell’asilo — “Ehi Topolino, vieni qua, sono l’Asilo, sai che bello sarà?!” Il vostro codice segreto per avvicinarvi alla porta ogni mattina. Leggi la filastrocca!

🎵 Filastrocca della calma. “Un piedino che fa pianino, un pensiero più leggero…” Per i momenti in cui serve rallentare, respirare, e sapere che qualcuno aspetta piano.

Filastrocca della calma Topino con il suo orsetto calmo e rilassato nel suo pigiamino a righe

📖 Piccolo Gufo va a scuola — recensione. Se, invece, il tuo bambino sta affrontando il primo giorno di scuola dell’infanzia, leggi anche la nostra recensione di “Piccolo Gufo va a scuola” di Debi Gliori.

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